Fiumi e uomini: storia della pianura Veneta

L’uomo ha tenuto conto della natura per costruire la città o il paese dove abiti?

Chi ha edificato il tessuto urbano della città dove vivi, all’epoca dei romani o anche prima, aveva una conoscenza del territorio che si fonda sulla struttura geologica che oggi conosciamo grazie ad indagini e studi.

In questo articolo voglio parlarti della geologia del territorio dove vivo: la pianura Veneta, dove è difficile leggere la geologia, ed è difficile trovare un legame tra uomo e natura. In realtà c’è o meglio c’era.

Fiumi alpini e di risorgiva

La pianura Veneta si è formata grazie all’apporto dei fiumi che depositavano  ghiaia, sabbia, limo ed argilla allo sbocco delle valli prealpine, che erano occupate da ghiacciai fino a 15.000 anni fa.

Da Ovest ad Est, fiumi come l’Astico, il Brenta, il Piave e il Monticano hanno formato dei ventagli di sedimento (“megafan”) principalmente ghiaiosi. Più in vicinanza al mare, le piane alluvionali sono invece costituite da limi ed argille, delimitate da articolati dossi sabbiosi. Tale passaggio è marcato dalla “fascia delle risorgive” dove sgorgano alcuni fiumi minori come il Bacchiglione, il Sile, il Musone, il Marzenego, il Dese e lo Zero. Questi fiumi non hanno la capacità di formare nuovi tratti di pianura, però hanno la capacità di rimobilizzare i sedimenti del Brenta.

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Mappa Geologica della pianura Veneta con indicata la fascia delle risorgive (in giallo) e alcuni fiumi di risorgiva (indicati in bianco). Realizzata da Bondesan et al. (2004). Clicca sull’immagine per ingrandirla.

Da Cittadella a Treviso.. Acqua e terreni “buoni”

Le città di Cittadella, Castelfranco Veneto e Treviso, si collocano in prossimità fascia delle risorgive, dove a pochi metri di profondità è possibile trovare acqua ma non acqua qualsiasi.. acqua potabile. Inoltre in questa fascia, larga circa 10 km, i terreni sono ideali per l’agricoltura: abbastanza sabbiosi e spesso ricchi di materia organica (torba). Insediamenti urbani e agricoltura sono favoriti da buon terreno e disponibilità di acqua.

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Elementi geomorfologici della Pianura Veneta. Carta realizzata da Mozzi P. (2005).

La pianura alluvionale del Brenta

A valle dei megafan, le piane alluvionali non sono completamente piatte, perché ci sono numerosi dossi fluviali, principalmente sabbiosi. Essi sono gli argini naturali, all’interno dei quali, i fiumi, come per esempio il Brenta, scorrevano.

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Sezione di dosso fluviale nella piana di esondazione. Bondesan A. (2003).

Non controllati dalla presenza dell’uomo, i fiumi erano liberi di esondare, perché gli argini si rompevano durante le piene e questi fenomeni erano causa di variazioni del loro corso.

Chi abita nella porzione di pianura delimitata dalle città di Castelfranco, Treviso, Padova e Mestre, risiede in un tratto di pianura antica del fiume Brenta che si è formato quando i ghiacciai si affacciavano alla pianura 15.000 anni fa. Un esempio è il ghiacciaio del Piave che oltrepassava l’attuale posizione di Vittorio Veneto. Ma poi cosa è successo?

Lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento del livello del mare, hanno causato lo spostamento della linea di costa verso l’entroterra, costringendo i fiumi ad erodere (“incidere”) i ventagli di sedimento che prima avevano costruito.

Il fiume Brenta ha cambiato corso, scavando un nuovo corridoio che anziché procedere verso Mestre, si è diretto a sud verso Padova, privando di nuovi sedimenti la pianura che prima riforniva.

Piccole città sorte sulle “colline di pianura”

I precedenti solchi del fiume Brenta ora rimasti “a secco” sono stati sfruttati dai fiumi di risorgiva per scorrere (Musone, Marzenego, Dese, Sile, Zero). Tali fiumi rispecchiano l’andamento dell’antico fiume Brenta.

Dossi fluviali nella bassa pianura Veneta. Da “Le Unità Geologiche della Provincia di Venezia” (2008).

Paesi come Scorzè, Noale, Martellago, sono stati edificati lungo questi fiumi ma non solo: la loro posizione è sui dossi sabbiosi costruiti dall’antico Brenta. Queste antichi borghi dell’entroterra veneziano hanno le radici sulla sabbia, buon terreno sul quale costruire. Si trovano inoltre in una posizione leggermente più alta 2-3 m dal territorio circostante.. Il che significa.. Minori rischi di inondazione, miglior deflusso idrico. Anche le strade che collegano questi borghi ad esempio la Castellana, segue per lunghi tratti questi antichissimi argini naturali.

Hai mai sentito parlare del caranto?

Sulla piana alluvionale, non più alimentata da limi e sabbie del Brenta, ha cominciato a formarsi a poca profondità, un duro strato costituito da carbonato di calcio: le variazioni della falda acquifera superficiale unita all’evapotraspirazione, hanno fatto depositare il carbonato di calcio presente nell’acqua.

Senza il caranto, Venezia probabilmente non sarebbe mai sorta. Perché? Tutti i pali che costituiscono la fondazione dei palazzi, intercettano questo livello a 5 metri di profondità, l’unico in grado di reggere l’elevato peso degli edifici in pietra senza deformarsi e quindi causare dei cedimenti alle fondazioni.

Il mare vince sulla pianura: nasce la Laguna Veneta

6000 anni fa, l’avanzata del mare, rallentò il deflusso fluviale e spostò la sedimentazione più a monte. I laghi costieri che si vennero a formare, furono i precursori della laguna. A 5000 anni fa si fa corrispondere l’avanzata delle acque salmastre sulla barena e sui bacini dei precedenti laghi costieri: ecco la Laguna Veneta. A partire da 2700 anni fa, il mare indietreggiò consolidando l’attuale linea di costa.

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La fitta rete fluviale tra Padova e Venezia in una stampa di Pieter Kaerius del 1598.

Venezia fonda la sua potenza sull’acqua

La Serenissima Repubblica era potente in quanto i suoi commerci si basavano sul fiorente porto posto nella laguna di Venezia e il suo interramento avrebbe significato la sua distruzione.

Alla laguna arrivavano troppi sedimenti: la deviazione del Po nel XII secolo con la rotta di Ficarolo aveva modificato i regimi delle foci di Adige e Brenta, e le foci dei fiumi di risorgiva in laguna aumentavano il carico solido nello specchio lagunare.

A partire dal XVII secolo la laguna diventò un bacino regolato dell’uomo. Il corso del Muson venne stravolto con lo scavo del canale Taglio che lo collegò al Naviglio Brenta. Il Naviglio Brenta stesso cambiò la sua portata con la realizzazione del canale Novissimo da Mira a Chioggia. Ma non è tutto: anche il fiume più importante d’Italia, il Po dovette piegarsi alla Serenissima con lo scavo del Taglio di Porto Viro.

Il paesaggio che osserviamo oggi è un racconto non solo della storia dell’evoluzione degli ambienti passati ma anche delle scelte dell’uomo.

Saper leggere il paesaggio che ci circonda, significa avere una visione completa della storia, antica e recente.

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Porzione della mappa della metà del XVI secolo realizzata da Cristoforo Sabbadino che rappresenta la laguna e i fiumi che vi sfociano.

Fonti:

BONDESAN A., PRIMON S., BASSAN V. & VITTURI A. a cura di (2008) – Le Unità Geologiche della Provincia di Venezia , Cierre Grafica.

BONDESAN A., MENEGHEL M., ROSSELLI R. & VITTURI A. (2004) – Carta geomorfologia della provincia di Venezia, alla scala 1 : 50.000. LAC Firenze.

BONDESAN A.. (2003) – Natura antica e idrografia moderna del basso corso. In: BONDESAN. A, CANIATO G, VALLERANI F. & ZANETTI M.(a cura di), Il Brenta, Cierre, Verona, 54-77.

MOZZI P. (2005) – Alluvial plain formation during the late Quaternary between the southern alpine margin and the lagoon of Venice (Northern Italy). Georg. Fis. Dinam. Quat. Suppl. VII, 219-229.

VIOLA F. in “IL POTERE DELL’ACQUA Equilibri ambientali, economici, sociali”, il Bo Giornale dell’Università degli Studi di Padova, numero 4/giugno 2011.

 

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