Cascate delle Dolomiti:

fiabeschi scintillii

Le Dolomiti, montagne secche, aspre, carsiche.. Non scorre molta acqua in superficie! L’escursionista sa che meglio fare scorta d’acqua se deve salire valloni ghiaiosi! Scarse di ghiacciai, grandi serbatoi d’acqua e povere di rocce impermeabili come i graniti, sono montagne dove scorre poca acqua in superficie. Spesso infatti, l’acqua dopo aver disciolto una parte dei calcari e dolomie, esce da sorgenti realizzando così cunicoli e gallerie all’interno della montagna. Non si trovano molte cascate sulle Dolomiti, ma quelle che ci sono sono davvero spettacolari e regalano qualche scatto di sicuro effetto!

Alcuni spunti per scattare le foto:

  • temperatura di colore: spesso le cascate sono in parte all’ombra e la luce andrà sistemata;
  • velocità dell’otturatore: tempi brevi per cogliere i particolari dello scorrere dell’acqua oppure tempi lunghi per dare un effetto seta e cogliere l’aspetto “fiabesco” dell’ambiente.
  • a volte meglio inserire qualche soggetto (una persona, un albero..) affianco alla cascata per dare un’idea della grandezza dell’ambiente e dare significato alla fotografia.

Tofana – La cascata “della primavera”

Terminata la stagione degli sci, la montagna si svuota e con le giornate più lunghe e calde, la neve comincia a sciogliersi in quota. Sulla Tofana di Rozes, lo scaricamento di acqua proveniente dalla cima, si getta sulla verticale parete sud. Effimera ma spettacolare la cascata della Tofana segnala l’inizio della primavera agli abitanti di Cortina. Tenetevi informati e preparate portate un buon teleobiettivo! E’ visibile sono qualche giorno all’anno e non si può raggiungere a piedi.

La spettacolare cascata della Tofana che compare ad ogni inizio di primavera. Immagine tratta da: ilgazzettino.it Fotografia realizzata con un teleobiettivo.

Da lingue di ghiaccio a docce d’acqua cristallina

Le cascate reminescenza di antichi ghiacciai: lingue secondarie che si collegavano a possenti ghiacciai vallivi, hanno spesso scavato valli meno profonde di quelle più sviluppate alle quali si innestavano. Oggi, un bel muro di roccia verticale collega le vallecole secondarie a quelle principali dando origine a cascate d’acqua parecchio alte. Sono le più spettacolari!

La cascata di Fanes, all’incrocio tra Val Travenanzes e di Fanes. Si raggiunge in circa 2 ore dal parcheggio Ponte Felizon lungo la statale che collega Cortina a Dobbiaco. Necessaria attrezzatura da ferrata per percorrere il percorso attrezzato con funi. Immagine da tratta da: http://escursionismo360.blogspot.com/
Il sentiero attrezzato passa dietro al salto d’acqua consentendo uno scatto sensazionale! Molto bello l’effetto seta e il panorama sullo sfondo. Immagine tratta da Lifegate.it
Alla confluenza tra Valle delle Comelle e Val Garés ci sono due cascate, di cui questa la più bassa, raggiungibile in soli 20 minuti di facile sentiero dalla località Garés. In questa foto, la luce in modalità “ombra” e i tempi sono stati allungati.
Cascata Alta di Garés, molto più alta della prima, scorre fragorosa da una parete rocciosa. L’inquadratura ampia è stata riempita da una ragazza che guarda verso la cascata. Luce diurna e tempi molto brevi.

Un’elegante presenza

Le cascate contribuiscono a rendere il paesaggio più eccezionale grazie alla loro eleganza, una presenza che conferisce valore aggiuntivo ai posti che si visitano. La loro struttura, composta spesso da più salti, sembra quasi imitare una figura angelica.

Tra tutte le cascate delle Dolomiti, consiglio di visitare quelle di Vallesinella, vicino a Madonna di Campiglio. Un passeggiata di circa un’ora dal paese (oppure di qualche minuto se si prende il servizio jeep) all’interno di un parco naturale molto accessibile grazie alla presenza di passerelle in legno e percorsi già predisposti.

Uno scatto meraviglioso preso le cascate di Vallesinella. La presenza di una persona appena fuori dalla zona in ombra e le cascate al sole mettono ancora più in risalto questo luogo eccezionale. Immagine tratta da visittrentino.info
Sul versante orientale della Moiazza, poco sopra il paese di Chiesa, c’è questa cascata meravigliosa che si può ammirare lungo la strada che porta a casera Grava oppure salendo il sentiero per il bivacco Grisetti.

Nascoste nel cuore della montagna

A volte, compaiono improvvisamente, di fronte a noi, lasciandoci di stucco. Mi è successo in un giorno di pioggia, salendo la strada di sassi che da Pralongo (in val di Zoldo) porta alla Baita Angelini! Intravedevo dapprima un filo bianco nel verde del bosco, poi ho sentito il fragore dell’acqua che si accompagnava a quello della pioggia ed ecco apparire una bella cascata custodita nel cuore del gruppo Tamer-San Sebastiano! Davvero un bel ricordo, un una giornata grigia e umida. La cascata di può raggiungere in un’ora circa di cammino.

La meravigliosa ed alta cascata presso il laghetto El Vach in Val Malìsia, nel gruppo Tàmer-San Sebastiano (Dolomiti Zoldane) in una giornata autunnale umida e piovosa.

Nel cuore dell’Antelao si incunea una lunga valle ancora non molto conosciuta: la Val d’Otèn. La si può percorrere solo per pochi chilometri in auto fino poco dopo la centrale elettrica in località Praciadelàn. Da qui in poi solo a piedi. Molti da qui salgono al rifugio Galassi, punto di appoggio principale per l’Antelao e per chi percorre l’alta via delle Dolomiti 4 e 5. Alla testata della Valle, racchiusa in una gola scavata nella roccia, c’è la cascata delle Pile, alimentata dal soprastante ghiacciaio. La si raggiunge in circa un’ora e mezza di cammino seguendo la strada di sassi fino alla Capanna degli Alpini e da qui seguendo un disagevole sentiero tra massi all’interno di un canyon, fino alla splendida cascata.

La fredda doccia della Cascata delle Pile, scorre nel cuore dell’Antelao, nell’alta Val d’Otèn.

Un cascata “tropicale” in Val San Vito

Chi ha detto che le cascate tropicali sono solo in paesi tropicali nel cuore della foresta? Anche i boschi e le valli più selvagge delle Dolomiti racchiudono spettacoli della natura che mai si penserebbe di poter incontrare! Ho scoperto un’affascinante cascata in Val San Vito, assolutamente per caso. Il sentiero per raggiungerla, è stretto e ripido e sono necessarie due ore di cammino partendo dalla foresta di Somadida in Val d’Ansiei e seguire il sentiero per forcella Grande-Rifugio San Marco. Inoltrandosi in un ambiente molto naturale, parte di una riserva, sembrerà di immergersi in una foresta, fitta come quelle dei tropici! Guarda qua lo scatto qui sotto.. A me viene di pensare ad una cascata tropicale.. E a tu? Buona avventura!

Il sottile velo d’acqua della cascata in Val San Vito.

Se vorrai ammirare una di queste cascate per scattare qualche bella foto, lascio qui sotto una mappa riassuntiva delle cascate che ho presentato.

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